Datastory.it è anche attualità e a seguito degli attentati di Parigi vogliamo condividere la nostra opinione a riguardo.

La serie di attacchi che ha colpito la capitale francese il 13 novembre 2015 sembra aver scosso l’opinione pubblica e mobilitato i governi europei. Sui giornali, nei parlamenti e nei consessi internazionali non si parla d’altro che di come garantire la sicurezza ed evitare che gli atroci avvenimenti di Parigi possano ripetersi. Molte le ipotesi al vaglio, ho sentito parlare di controlli più stringenti alle frontiere, revisione del trattato di Schengen, sorveglianza aumentata nei luoghi a rischio, installazione di telecamere nelle grandi città.

E ancora, più uomini e risorse per il comparto sicurezza (la stampa parla di 400milioni di euro in Belgio, 120 in Italia). E poi i bombardamenti in Iraq e Siria con Stati Uniti, Russia e Francia tra i protagonisti. Alcune stime parlano di 10 milioni di dollari al giorno spesi dagli Stati Uniti, circa un terzo dalla Russia.

Il califfato in Iraq e Siria è sicuramente una minaccia per il mondo occidentale. Più in generale negli ultimi anni il terrorismo islamista ha provocato morti e sofferenze anche in Europa.

Dagli attentati di Madrid l’11 marzo 2004 a quelli di Parigi del 13 novembre 2015 sono morte 411 persone in 7 attacchi terroristici di matrice islamica, 488 se aggiungiamo l’attentato del 22 luglio 2011 in Norvegia di Breivik (quest’ultimo di matrice anti-islamica).

Ma quanto ci costa proteggerci dagli attacchi terroristici? Fino a quanto siamo disposti a spendere per evitare che altre vite umane vengano spezzate da folli che uccidono in nome della propria religione?

E in un mondo dove le risorse sono limitate, a cosa siamo disposti a rinunciare per aumentare la nostra sicurezza?

Ragioniamo insieme su queste domande prendendo in esame alcuni esempi concreti. Nella sola Italia, ogni anno muoiono circa 1.000 persone per incidenti sul lavoro (fonte Osservatorio sui morti del lavoro), 3.385 persone per incidenti stradali (2013, fonte Istat), 12.004 donne per tumore al seno  (2012, fonte Istat) e addirittura 83.000 morti attribuibili al fumo!

Quante vite si potrebbero salvare se le ingenti risorse messe a budget per difenderci dagli attacchi terroristici venissero impiegate in campagne contro il tabagismo? Se svariati milioni fossero investiti nella messa in sicurezza della rete stradale e le forze dell’ordine potenziassero i controlli? Quante delle 12 mila donne che muoiono ogni anno per tumore al seno si potrebbero evitare se raddoppiassimo le mammografie gratuite?

Difficile rispondere a queste domande (anche se approfondiremo ancora il tema) ma facciamo qualche assumption: prendiamo i 120 milioni di euro che il governo ha dichiarato di voler stanziare per difenderci dagli attacchi terroristici a seguito degli avvenimenti di Parigi. Possiamo decidere di allocarli in 3 modi diversi immaginando gli scenari riportati nella tabella seguente:

Investimento Impatto (assumption)
Campagna informativa sul pericolo del fumo in tutte le scuole e copia gratuita del libro “È facile smettere di fumare se sai come farlo” a tutti i fumatori che ne fanno richiesta Riduzione delle morti legate al fumo dell’1%: 830 vite salvate l’anno
Raddoppio delle mammografie gratuite (ogni anno invece che ogni due anni) 10% di morti in meno di tumore al seno ogni anno: 1.200 vite salvate l’anno
Installazione dei tutor  su tutta la rete autostradale e triplicazione dei controlli anti-alcool 5% di morti in meno sulle strade: 170 vite salvate l’anno

Come facciamo a decidere come allocare i 120 milioni? È saggio investirli nell’anti terrorismo (che ha provocato 488 morti in tutta Europa negli ultimi 15 anni) piuttosto che nella prevenzione contro il tumore al seno che potrebbe salvare 1.200 donne l’anno solo in Italia?

È legittimo pensare che gli attacchi di Parigi non hanno provocato solo 136 morti ma anche una percezione di insicurezza. Ma come decidere quanto vale una vita spezzata da un terrorista piuttosto che una spazzata via da un incidente stradale?

Come allocare in maniera saggia i nostri 120 milioni di euro invece di farsi trasportare in maniera emotiva dagli avvenimenti?

E voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti!